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La gestione dell’anziano fragile e del lungodegente

La fragilità è uno stato biologico età-dipendente caratterizzato da ridotta resistenza agli stress, secondario al declino cumulativo di più sistemi fisiologici (Fried 2001) e correlato a pluripatologia, disabilità, rischio di istituzionalizzazione e mortalità (Fried 2004). Due sono essenzialmente i modelli che definiscono la fragilità:
• il modello biomedico, secondo il quale la fragilità è una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla diminuita resistenza agli stress, risultante dal declino cumulativo di sistemi fisiologici multipli che causano vulnerabilità e conseguenze avverse (Fried 2004);
• il modello bio-psico-sociale, secondo il quale la fragilità è uno stato dinamico che colpisce un individuo che sperimenta perdite in uno o più domini funzionali (fisico, psichico, sociale), causate dall’influenza di più variabili che aumentano il rischio di risultati avversi per la salute (Gobbens 2010).
L’anziano fragile richiede un approccio specifico, un’assistenza infermieristica specifica e componenti organizzative adatte. Di queste condizioni bisogna tenere conto sin dal momento in cui l’anziano giunge in Pronto Soccorso fino al momento del trasferimento nell’unità di degenza.

Obiettivi Formativi: 

Il corso si propone di fornire competenze per:

  • assistere adeguatamente il paziente anziano fragile all’ingresso in Pronto Soccorso
  • gestire il paziente anziano-fragile nel percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale
Programma: 
  • La fragilità nell’anziano: cause e conseguenze
  • L’assistenza al paziente anziano fragile
  • Misure organizzative per la gestione del paziente anziano fragile
  • Discussione e compilazione questionario
Destinatari: 

Medici
Infermieri
Operatori Socio Sanitari

Durata: 

4 ore

Quota di iscrizione: 

50,00